Tre punti in faccia, giudici avete,
con voi i politici corrotti,
i ladri, gli assassini che stringete,
i boss, i grandi signorotti.
La mia storia ormai la conoscete,
sbattetemi dentro e così sia,
ladro ed assassino se volete,
ma ho tradito solo un'utopia.
E voi, con la faccia più pulita,
compagni ed eroi a tempo perso,
gente d'una lotta clandestina,
che la furia del vento ha già disperso.
Se a voi è bastato un acquazzone,
per rinviare i tempi della lotta,
posticipando la "Rivoluzione"
non sono poi un gran figlio di mignotta.
Ubriaco, suicida, soldato che muori
Ubriaco, suicida, soldato che muori,
che canti speranze di giorni migliori.
guardiamoci in fsccia compagno maldestro
non hai ancora capito che sono te stesso?
Non hai ancora capito che, negli anni a venire,
quando i giorni la vita ti faranno capire
e tu canterai ancora 'ste canzoni
sarai ancora ubriaco, suicida, soldato che muori.
Comunque, io stesso e tu con me insieme,
con sogni e canzoni spezzeremo catene,
con odio ed amore, col bene e col male,
avremo una vita, una vita banale.
Non santi ne' eroi vogliam sulla terra,
non fame ne' porci, ne' odore di guerra,
una storia normale, un'evoluzione,
un canto ci basta ed è già una reazione.
Poi, poi punto ed a capo,
è finita una storia,
rilancia il tuo dado ed abbi un po' a cuore,
che sorte ci serbi ad ana vita migliore.
che canti speranze di giorni migliori.
guardiamoci in fsccia compagno maldestro
non hai ancora capito che sono te stesso?
Non hai ancora capito che, negli anni a venire,
quando i giorni la vita ti faranno capire
e tu canterai ancora 'ste canzoni
sarai ancora ubriaco, suicida, soldato che muori.
Comunque, io stesso e tu con me insieme,
con sogni e canzoni spezzeremo catene,
con odio ed amore, col bene e col male,
avremo una vita, una vita banale.
Non santi ne' eroi vogliam sulla terra,
non fame ne' porci, ne' odore di guerra,
una storia normale, un'evoluzione,
un canto ci basta ed è già una reazione.
Poi, poi punto ed a capo,
è finita una storia,
rilancia il tuo dado ed abbi un po' a cuore,
che sorte ci serbi ad ana vita migliore.
Compleanno
In questo giorno sono nato io,
da allora molti giorni, allegri e tristi,
da allora il rendiconto dal tuo Dio,
la lotta tra bene e male, perchè esisti.
Diciannove anni sono ormai passati
e, bene o male, si può vivere ancora,
i miei sogni non sono mai cambiati,
amore e libertà è la mia aurora.
Sole sorgi, sole sorgi dai,
rallegra questa misera mia valle,
sole sorgi, sole dove stai,
fai che sia tutto un volo di farfalle.
Col tempo perso è perso il mio destino,
i vecchi sogni ed i nuovo son sfumati,
sarà perchè io bevo troppo vino,
o, forse perchè i miei compagni son gli ubriachi.
Ma cambia tu che almeno soffi ancora,
toglimi le nuvole di dosso,
fai venire presto la mia aurora,
prima che io dorma dentro un fosso.
Notte, tu compagna, amica mia
notte degli ubriachi e dei dannati,
notte tu che stai dovunquqe io sia,
amico dei miesi sogni più sbagliati.
Sogni, sogni, sogni irrealizzati,
quello che poi voglio lo sapete,
amore e libertà senza essere ubriachi,
amore e libertà son le mie mete.
Forza, forza, forza mia natura,
ci riusciremo ad andare avanti.
ed anche se la lotta sarà dura,
se sbatteremo contro tutti quanti,
potremo almeno dire: "ci ho provato,
da quando ero giovane e per sempre,
il mio sogno almeno l'ho cercato,
anche se non ho trovato niente.
Ed ora seppellitemi in un prato,
sotto una quercia o un castagno forte,
perchè se per la vita ero un ubriaco.
voglio farla trionfare sulla morte,
Accoglierò il ben della natura,
avrò la vita tra le foglie ed i rami.
ed anche se la lotta è stata dura,
l'alba che sorgerà è tra le mie mani,"
In questo giorno sono nato io,
in questo sto pensando al mio partire,
sarà per colpa di chi tu chiami Dio.
sarà perchè io non lo sò capire.
da allora molti giorni, allegri e tristi,
da allora il rendiconto dal tuo Dio,
la lotta tra bene e male, perchè esisti.
Diciannove anni sono ormai passati
e, bene o male, si può vivere ancora,
i miei sogni non sono mai cambiati,
amore e libertà è la mia aurora.
Sole sorgi, sole sorgi dai,
rallegra questa misera mia valle,
sole sorgi, sole dove stai,
fai che sia tutto un volo di farfalle.
Col tempo perso è perso il mio destino,
i vecchi sogni ed i nuovo son sfumati,
sarà perchè io bevo troppo vino,
o, forse perchè i miei compagni son gli ubriachi.
Ma cambia tu che almeno soffi ancora,
toglimi le nuvole di dosso,
fai venire presto la mia aurora,
prima che io dorma dentro un fosso.
Notte, tu compagna, amica mia
notte degli ubriachi e dei dannati,
notte tu che stai dovunquqe io sia,
amico dei miesi sogni più sbagliati.
Sogni, sogni, sogni irrealizzati,
quello che poi voglio lo sapete,
amore e libertà senza essere ubriachi,
amore e libertà son le mie mete.
Forza, forza, forza mia natura,
ci riusciremo ad andare avanti.
ed anche se la lotta sarà dura,
se sbatteremo contro tutti quanti,
potremo almeno dire: "ci ho provato,
da quando ero giovane e per sempre,
il mio sogno almeno l'ho cercato,
anche se non ho trovato niente.
Ed ora seppellitemi in un prato,
sotto una quercia o un castagno forte,
perchè se per la vita ero un ubriaco.
voglio farla trionfare sulla morte,
Accoglierò il ben della natura,
avrò la vita tra le foglie ed i rami.
ed anche se la lotta è stata dura,
l'alba che sorgerà è tra le mie mani,"
In questo giorno sono nato io,
in questo sto pensando al mio partire,
sarà per colpa di chi tu chiami Dio.
sarà perchè io non lo sò capire.
8 settembre
Come passi i tuoi giorni,
tu, sicuro in te stesso,
che non vedi i tuoi mondi,
come me dentro al cesso.
Tu che sai comandare,
che possiedi una certa dose d'onore,
che stai molto a pensare,
come è meglio l'amore.
Che ti giri e ci guardi,
come esseri strani.
troppo falsi, bugiardi,
quasi come animali.
Certo tu sei il migliore,
col tuo corpo d'atleta,
e il carattere forte,
a ogni nuova tua meta.
Anche a scuola eri il primo,
ma non ti piaceva studiare,
anche tu bevi vino,
ma non per stare a sognare.
E comunque signore,
la mia guerra è perduta.
è finito l'onore.
in un mondo che sputa.
Sputa in faccia ai ribelli,
fragili e troppo strani,
e sorride a voi belli
a voi forti, voi sani.
E, per questo ti dico,
lecca ancora, ti conviene,
poi scappa a farti un vestivo,
che ti sta proprio bene,
tu, sicuro in te stesso,
che non vedi i tuoi mondi,
come me dentro al cesso.
Tu che sai comandare,
che possiedi una certa dose d'onore,
che stai molto a pensare,
come è meglio l'amore.
Che ti giri e ci guardi,
come esseri strani.
troppo falsi, bugiardi,
quasi come animali.
Certo tu sei il migliore,
col tuo corpo d'atleta,
e il carattere forte,
a ogni nuova tua meta.
Anche a scuola eri il primo,
ma non ti piaceva studiare,
anche tu bevi vino,
ma non per stare a sognare.
E comunque signore,
la mia guerra è perduta.
è finito l'onore.
in un mondo che sputa.
Sputa in faccia ai ribelli,
fragili e troppo strani,
e sorride a voi belli
a voi forti, voi sani.
E, per questo ti dico,
lecca ancora, ti conviene,
poi scappa a farti un vestivo,
che ti sta proprio bene,
Al mercato
La gente andava al mercato,
sulle facce rose e dolori,
la fatica del tempo sprecato
ad amare e serbare rancori.
Io, io avevo gli occhi a mandorla,
la borsa ed un microfono in mano,
la testa, poi, come una girandola,
di chi vede tutto sfumato
E parlavo, chiedevo, dicevo,
della vita se era vissuta,
un casino vi dico facevo
a parlare di storie di luna.
I miei amici ne ridono ancora,
giornalisti anche loro con me;
le risposte di qualche signora
incapace di fare da sè.
E quello che gli parlavi di UFO,
di chi ne avesse fatto rapporto.
Nero in faccia e sguardo da gufo
ti diceva che era contro l'aborto.
Io ridevo, mi sentivo felice,
di girare così sulla piazza,
con la scusa di sentire che dice
poi conobbi anche quella ragazza.
La ricordo, compagna anche lei,
come me lei vestiva scassato,
ma tu, tu, tu chi sei?
Come mai non ti ho vista su un prato.
I miei amici ne ridono ancora.
un po' illusi anche loro con me,
ed intanto il tuo tempo vola
e la vita continua da sè.
Però, a volte, vado ancora al mercato,
a frugar tra la gente e i suoi re,
il mio viaggio un po' è cominciato,
ma vorrei seguitarlo con Te.
sulle facce rose e dolori,
la fatica del tempo sprecato
ad amare e serbare rancori.
Io, io avevo gli occhi a mandorla,
la borsa ed un microfono in mano,
la testa, poi, come una girandola,
di chi vede tutto sfumato
E parlavo, chiedevo, dicevo,
della vita se era vissuta,
un casino vi dico facevo
a parlare di storie di luna.
I miei amici ne ridono ancora,
giornalisti anche loro con me;
le risposte di qualche signora
incapace di fare da sè.
E quello che gli parlavi di UFO,
di chi ne avesse fatto rapporto.
Nero in faccia e sguardo da gufo
ti diceva che era contro l'aborto.
Io ridevo, mi sentivo felice,
di girare così sulla piazza,
con la scusa di sentire che dice
poi conobbi anche quella ragazza.
La ricordo, compagna anche lei,
come me lei vestiva scassato,
ma tu, tu, tu chi sei?
Come mai non ti ho vista su un prato.
I miei amici ne ridono ancora.
un po' illusi anche loro con me,
ed intanto il tuo tempo vola
e la vita continua da sè.
Però, a volte, vado ancora al mercato,
a frugar tra la gente e i suoi re,
il mio viaggio un po' è cominciato,
ma vorrei seguitarlo con Te.
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