ma andando avanti questo non avviene, o peggio, scavi e trovi quel che temi;
allora chiudi, torni, cambi il verso; cercando, sia pur dentro, un'altra strada;
studi il percorso, ti rendi un po' diverso; sfiori soltanto la parte, va evitata.
Ci sono però cose che ti stanno dentro - presenti - ma rinchiuse dentro te,
rocce che riaffiorano al momento, senza porgerti ne' scuse ne' un perché;
ma certo, sei stata la mia prima Musa, col tuo sorriso tu m'hai fatto uscire,
cingendomi d'alloro - come s'usa - per salutarti il Paolo con le rime.
Da allora, ho continuato la mia strada e navigo, da tempo, coi miei remi
legno che scende, come una sciarada, ma poi risale, a rincorrere poemi;
eppure ci metto dentro solo il mio, mestiere onesto, è quello del poetare,
mestiere antico, se non proprio il prio, dai miei meandri ad arrivare al mare;
e allora cosa dirti dolce amica, che sussurrare ai tuoi begli occhi e al cuore,
mestiere onesto quello del poetare, bello come una donna che sa dare amore.