Cane sciolto

Nel mondo d'oggi c'è troppo rumore, faccio fatica a stare in ascolto,
e più fatica a parlare. Di farmi capire, poi, non se ne parla,
un cumulo di detriti sommerge l'emozioni. A volte il cuore stesso.

Eppure il cielo è blu, la temperatura tranquilla. Eppure l'uomo ha sempre ucciso,
stuprato e rubato, non è troppo diverso. No, grida la televisione con le sue vedette:
professionisti della verità che confrontano opinioni e prescindono dal vero.

La colpa è della rete, reclamano, con i loro strali. La colpa è della globalizzazione,
come se poter conoscere chi, una volta ci era straniero sia il disastro
piuttosto che l'opportunità. La marea di vermi pontifica, ma anche se non l'ascolti

la senti nei discorsi della gente che incontri, negli avvelenati dai tiggi quotidiani;
preoccupati per la guerra, per l'economia ed il lavoro. In chi non ha futuro
perchè compresso nel proprio presente. Come ragazzi per i quali l'unica fuga è lo spino.

Eppure c'è gente che lavora, che figlia, che va avanti. Secondo i giornali
non è la tua gente e secondo ripetenti, incompetenti e coglioni, non sono la tua stirpe, non sono la tua razza. Per costoro l'umanità non è una ma molte.

Come se l'animale uomo, non sia un animale in mezzo agli altri ed agli altri fratello.
Eppure si azzannano nei loro talk show molto di più che dei cani nel parco,
ed anche avendo un padrone, questo non interviene a dividerli, non li ama.

Stanco di questo e di me, da solo me ne vo', senza veramente una ragione.
E' settembre e, si pensa semplicemente all'autunno, con il primo fresco
ma meglio così che ubriacarsi d'una vendemmia continua o una lotta pure.

Riempirsi la testa di condomini virtuali, di vicini catodici da criticare,
che affogare in tempeste d'amore idiote o cercare un posto al sole
per godere di quella tanta pochezza che il padrone regala.