La gente andava al mercato,
sulle facce rose e dolori,
la fatica del tempo sprecato
ad amare e serbare rancori.
Io, io avevo gli occhi a mandorla,
la borsa ed un microfono in mano,
la testa, poi, come una girandola,
di chi vede tutto sfumato
E parlavo, chiedevo, dicevo,
della vita se era vissuta,
un casino vi dico facevo
a parlare di storie di luna.
I miei amici ne ridono ancora,
giornalisti anche loro con me;
le risposte di qualche signora
incapace di fare da sè.
E quello che gli parlavi di UFO,
di chi ne avesse fatto rapporto.
Nero in faccia e sguardo da gufo
ti diceva che era contro l'aborto.
Io ridevo, mi sentivo felice,
di girare così sulla piazza,
con la scusa di sentire che dice
poi conobbi anche quella ragazza.
La ricordo, compagna anche lei,
come me lei vestiva scassato,
ma tu, tu, tu chi sei?
Come mai non ti ho vista su un prato.
I miei amici ne ridono ancora.
un po' illusi anche loro con me,
ed intanto il tuo tempo vola
e la vita continua da sè.
Però, a volte, vado ancora al mercato,
a frugar tra la gente e i suoi re,
il mio viaggio un po' è cominciato,
ma vorrei seguitarlo con Te.