Come passi i tuoi giorni,
tu, sicuro in te stesso,
che non vedi i tuoi mondi,
come me dentro al cesso.
Tu che sai comandare,
che possiedi una certa dose d'onore,
che stai molto a pensare,
come è meglio l'amore.
Che ti giri e ci guardi,
come esseri strani.
troppo falsi, bugiardi,
quasi come animali.
Certo tu sei il migliore,
col tuo corpo d'atleta,
e il carattere forte,
a ogni nuova tua meta.
Anche a scuola eri il primo,
ma non ti piaceva studiare,
anche tu bevi vino,
ma non per stare a sognare.
E comunque signore,
la mia guerra è perduta.
è finito l'onore.
in un mondo che sputa.
Sputa in faccia ai ribelli,
fragili e troppo strani,
e sorride a voi belli
a voi forti, voi sani.
E, per questo ti dico,
lecca ancora, ti conviene,
poi scappa a farti un vestivo,
che ti sta proprio bene,