Ho conosciuto un ragazzo di vent'anni
che si metteva impicci,
quasi una specie di bastoni
tra le ruote.
E si passava la mano fra i capelli,
forse pensava ai ribelli,
più probabilmente
all'amore.
Ed osservava le stelle nel cielo d'agosto,
osservava miriadi di costellazioni,
aspettando che un UFO
facesse un gesto,
bucava la ruota ed al suo posto
metteva l'immaginazione.
Poi si incazzava se qualcosa andava storto,
io lo chiamavo Vecchio Stregone.