Mattino d'inverno

Stanco,
stanco me ne vò.
Mi alzo al mattino
e c'è ancora con un po' di luce:
il tramonto è a due minuti appena.

Prima di lavarmi la faccia
non voglio più far niente
dopo il caffè è finita la giornata.

Solo sigarette, noia e dovere,
dovere di aiutare,
dovere di fare
mi sostiene.

Scarso, scarso il mio impegno,
scarsa, troppo scarsa la vita.
La magica molla che ti sostiene
è sfasciata,
la voglia è finita,
la rabbia diventa indolenza
ed i discorsi... silenzio.

Ferie? Vacanze da me stesso?
No, mi porto sempre dietro
il mio essere stanco
perrennemente a riposo.

La fuga? Quale fuga?
Quella di finire tra due braccia consolatrici?
Quella di cambiare una vita gettata?

"Non ho voglia di niente ed ho paura di questo"
scrissi a diciotto anni
"Non ho avuto niente ed ho paura di questo"
potrei scrivere adesso.

Logica conclusione
per la quale posso prendermela
solamente con me stesso.