Il temporale

Ho il cuore di grandine
di un temporale che si alza,
ho il tuono ed il vento
ed il fulmine in cielo.

Bagno quest'erba
e distruggo la vigna,
scavo nella terra
e ne alimento la vita.

Aria, Aria che io respiro e mi da forza,
Aria che si riempie del canto degli uccelli,
Aria che resti tersa dopo il mio passaggio,
Aria che mi alimenti con i tuoi sospiri.

Aria che corri via leggera,
che bagni con labbra di rugiada,
chiara come il sole mattutino,
dolce come il miele delle api.

Aria che lieve nei mattini estivi
accarezzi i vapori sotto il monte,
che ti scaldi al sole del mattino
e ti crogioli, poi, sotto al sol leone.

Aria che raccogli i profumi del mare
e che raduni il mare sopra il monte...
Aria che ti imbronci al cominciare
del meriggio ed a volte a tarda sera.

Aria che sei mia madre e sei mia parte,
che hai il potere di farmi cominciare;
Aria che rompi gli argini ai miei silenzi,
per poi sentirmi eterno brontolare...

E come furia esplodo e passo piano
dal monte ai colli e dai colli al mare,
bestemmiando di luce e di tuono
le mie passioni che poi riverso in te.

Aria che accogli le mie lacrime grosse,
finalmente abbracciata dalle mie folate,
percorsa dai mie aliti di fuoco,
in preda ad una tempesta forte e passeggera...

Aria che rimani pulita quando già son lontano,
Aria che rimani splendente quando già sono via,
Aria che accarezzi i boschi dalle foglie strappate,
e che già porti con te la Vita che rinasce...

Aria, Ara il tuo sorriso dolce mi da Vita.

Le poesie

Una poesia è come un bicchiere di vino
quando la bevi confonde un po' il cuore
e se la riponi al fresco con cura,
con il tempo, col tempo migliora.

Ma una poesia è anche una pianta
che non puoi appendere al sole,
senza mai guardarla negli occhi
appassisce e può anche seccare.

E per noi, poi, è come una figlia,
che si deve far uscire da sola,
che non puoi tentar di inseguirla
ma preghi Dio che l'istinto l'aiuti.

Ed, infine, meglio che abbia sorelle,
che insieme si possa giocare
a narrarsi di sogni infiniti,

tra le vette e gli spazi del mare.
Rinfrescate da sorrisi ed attenzioni
una vita potranno durare!

Fede

Un semplice "Ti amo" non può esser una Poesia,
le parole "Questa affermazione è falsa" si.
Una Poesia rompe la logica e riconcilia l'impossibile,
una Poesia non può esser spiegata se non ad un bambino;
ha diverse chiavi di lettura ma non si presta differenti interpretazioni.
E' logica estrema ed, insieme, fragilità di sistema.
E' un tentativo, cercato e voluto, di unire l'inunibile.
E' una sfida al Sacro, un elevarsi a Dio.
Una Poesia rompe gli schemi ed a volte ci angoscia.
Una Poesia è un incidente, cercato e voluto, che però viene da solo,
che ti sgorga già estrema dal cuore senza alcuna finzione.
Una Poesia è disciplina, allenamento col Vero,
una Poesia è un insieme di cose affastellate sul cuore,
un caos primordiale che si scioglie in una logica labile.
Una Poesia se ne infischia della seconda legge e si organizza da sola,
una Poesia è un organismo che inizia a pulsare e che reclama la Vita.
Una Poesia si autoeleva facilmente dall'inchiostro all'umano
e non deve esser calata dall'alto come Verbo di Dio.
Una Poesia è Vita e come Vita va rispettata.
Una Poesia non si smonta e rimonta, ma può essere uccisa.
E' un bisogno di umano perdono e di continuo peccato.
E' un tentativo, che a volte riesce, di abbracciare l'Ignoto.
Una Poesia è il mio Amore per Te ed un'infinita distanza,
una Poesia è però anche un ponte che ci può collegare,
che unisce i nostri mondi al mondo e ci unisce alla Vita.
Una Poesia è la voglia di un figlio e la necessità di Morte,
una Poesia è un "Atto estremo" letterario per chi cerca la Vita.

Resteranno solo Poesie...

Resteranno solo Poesie per un'anima in pena,
resteranno solamente parole a parlar del passato,
resteranno soltanto i ricordi a passare di scena,
per poi schiudersi a mondi, presenti e futuri, ed al Fato.

Ma per chi legge appena tra le righe,
per chi di voi che appena serba un cuore,
non illudetevi che si possano uccider le Poesie,
non vi illudete che si possa uccidere un Amore.

La Vita scorre come un fiume e ci trasforma,
si diventa vecchi, ma si diventa Sé,
anche se poi il tempo passato non ritorna
e non ci sarebbe neppure bisogno di un perché.

Però sarà sempre molto più triste lo scoprirsi,
dentro di un letto - in punto di morte -
che nella Vita si è scelto di ferire, senza ferirsi,
e mai tentar la sorte.

Che si è razzolato nelle altrui emozioni,
rubando sogni, speranze e bene,
senza coltivare le proprie illusioni
ma cibandosi dei resti, come iene.

Pentitevi vi prego è per la Vita,
la vostra Vita, non tanto per la mia.
In fondo, è più facile infrangersi su un muro,
che non stare appesi alla Vostra ipocrisia.

Il cuore torna a battere di nuovo,
ricomincia piano, piano anche il respiro
e sei contento - anche se sei solo -
solo con te stesso, eppure ancora vivo.

Ed apritevi con gli altri, ma davvero,
non giusto per scoprire o civettare;
sappiate tenervi Storie vere,
ma liberate i vostri sogni e navigate!

Perché la Vita non è mai uno scherzo,
anche se per scherzo con essa puoi giocare,
gronda di sangue, lacrime e sudore;
smettetela di inventare e di sporcare.

E poi la Vita ha sempre una sorpresa,
un grande respiro, un grande mare
in cui tuffarsi, immergersi in attesa,
con la speranza e la voglia di ricominciare.

E poi magari ti succede un incidente,
con una donna al volante che è fuggita,
e tu dovresti denunciarla o maledirla,
ma è l'incidente che ti riporta in Vita.


Su pianeti di-versi

Usciremo nello spazio, come due particelle sfuggite alla gravità della Terra,
poeteremo follemente, finalmente insieme, su pianeti di-versi;
ci prenderemo per mano e mi condurrai nel tuo mondo ed avrò cura di Te!

Useremo fiumi di parole e torrenti di parole per riempire oceani d'amore,
traboccheremo nel mare con la nostra barchetta ed attraccheremo sul molo,
proprio sotto al tuo faro al Gianicolo che ci illumina ancora, le nostre anime libere e incerte, tra partire e restare;

verseremo fiumi di inchiostro ed oceani di inchiostro ed inonderemo i deserti...
Sarai la mia Beatrice, la mia Laura, la mia Musa e tutto quello che chiedo;
regaleremo l'amore da per tutto e per tutti sopra mondi di-versi...

Mi hai insegnato ad aprirmi alla gente e mi vedranno anche loro;
i tuoi occhi non smetteranno più di sorridere ai tramonti ed al mare
e le notti saranno piene di stelle e sempre folli d'amore...

E sarà sempre maggio e sarà primavera; sbocceranno fiori,
amori, amicizie e anche solo occasioni su pianeti di-versi,
ed insieme, uniti per sempre, a reinventare la Vita...

Che grande amore gettammo alle ortiche per non apparire di-versi.

L'archeologo

Scavo nel barattolo della memoria, scavo il fondo cercando parole,
tra le macerie dei nostri ricordi, la gioventù passata a sognare l'amore;
i giorni di un cuore che batte e quelli di un'emozione purissima...
E vengono nuove parole da sotto, da sopra, dal centro...

Scavo, e mi volto a guardare le stelle che sorridono ancora,
accovacciato sui nostri ricordi resto attento a non romperne i resti,
chino sul nostro passato, immagino un futuro lontano
in cui ogni vita che nasce non dovrà esser più battezzata.

Chino sui nostri ricordi vedo un bambino che piange, che respira la vita,
e ti vedo allattarlo da sola e sorridermi amaro...
Parole mai immaginate, levigate come pietre di fiume,
parole di vita, speranza, di una vita senza peccato.

Parole di un bimbo da non battezzare, perché non è colpa la Vita.

Le notti di maggio

Il giorno consuma il mio amore per te,
in queste interminabili giornate di maggio.
Mi sveglio al mattino e ti amo.

E guardo il vento che non ha il mare...

E' come il primo giorno di scuola, raccontarsi così, una cosa nuova.

E ti domandi a che serve... il fatto che stasera non dorma, la comodità di un diario sempre disponibile in qualunque comodino del mondo o chissà che altro. Speranze, sogni da trascrivere, cose da far uscire, raccogliere poesie e tempo perso, raccogliere farfalle e fregature... insomma il primo giorno di scuola che non si sa bene che direzione si prenderà, se sarà un successo, se saremo fortunati o tra i ripetenti...

Serve coraggio per iniziare, per chi normalmente è chiuso in se stesso, per chi non ha un blog e comincia senza la spregiudicatezza del ragazzo che se lo trova connaturato al suo modo di essere; per chi, di altra generazione ha magari avuto un diario o più diari sparsi negli anni, sulle quali ha trascritto le passioni, i sogni, le paure, le incazzature che gli sono girate attorno; per le nostre miserie e la capacità di sognare.

Il primo giorno di scuola, tanti anni fa ho fatto i bastoncini, non era difficile a fine giornata potevo dirmi contento, c'era stata tanta attesa ma fortuna volle che andò bene. Speriamo sia così anche qua, dove mi affaccio titubante in questa finestra su un mondo che al momento ancora non mi appartiene.

Se qualche navigatore passa di qua, da buon capitano auguro un "Benvenuto a bordo" sperando di dirigere la mia barchetta con garbo e senza strappi in una mare che per oggi è tranquillo e per domani chissà...