Chi sei tu che mi puoi giudicare,
superbo esemplare di ingegno,
forbito nel parlare,
assiduo nell'impegno.
E quante gambe hai per camminare?
E quante braccia, teste, piedi, mani, dita?
Quanti capelli pronti a cadere,
e quanti cuori a scandirti la vita?
Hai una faccia, una faccia qualunque
e due occhi normali o un po' meno,
non ti vedo che come chiunque,
non ti guardo che come a uno scemo.
Un pagliaccio, un pagliaccio cretino
incapace di far divertire,
con niente dentro al vestito.
con nulla sotto la sua vernice.
E non credo ti sia superiore
e nemmeno ci superi alcuno,
è il destino di questo animale.
di alzarsi e di prenderla in culo.