L'isola

Anche stasera ho qualcosa da dire,
chissà se poesia o tempo perso,
che cosa possiamo inventare,
che cosa racchiudere in verso.

Verso, che strana parola,
quasi la odio di dentro;
mi sembra un'isola,
d'amore e di vento

E tempeste, quasi mai passeggere,
prese nel loro apogeo,
succo di mille bufere tremende
e di gelo.

Ma è da qui che ci nasce Poesia,
questa Dea che un po' fa sognare,
vivere in una utopia,
sentire di nuovo, sperare.

Ma quest'isola non è mai stato tutto,
è una cosa importante per me almeno
per sfuggire al giornaliero lutto,
ma viverci sempre è da scemo.

Non vogliate esser poeti

Voi, eroi di una guerra vitale,
io, quante battaglie perdute,
in cielo, in terra ed in mare,
nel vero e nelle fiabe.

Il vento sussurra qualcosa,
la porta che sbatte mi sveglia,
ma il cuore non batte, riposa,
ricado nel mio dormiveglia.

E vivo di sogni irreali,
non so dove vado e chi sono,
non vedo che cose banali,
è questa, la mia storia di uomo.

Eppure coltivo un amore
che, forse, è più grande del vostro
e, mi consolo, in qualche canzone
ed in strade che poi non conosco.

In fondo mi basto da solo
e vivo in una terra lunare,
chi volesse entrare nel gioco,
zitto, dovrebbe restare.

E così, poi, ci scrivo poesie,
non sperate di esser poeti.
per dire di certe eresie
bisogna esser alienati.