A te

Un giorno ti incontrerò lungo la strada,
avrai i capelli sciolti al vento ed al sole,
con gli occhi dolci, quasi da bambina
ed un passo incerto verso un forte amore.

Ti riconoscerò dalla tua faccia,
dalle tue grandi idee - mai abbandonate -
Mi prenderai per mano e andremo insieme
verso il sole e il vento e il mare.

Stretti uno all'altra e liberi da tutto,
combatteremo il presente per un nuovo futuro
e, chissà se cadremo o avremo la fortuna di vedere i sogni;
non importa, saremo tranquilli, avremo creato.

Ritratto di donna a carboncino

Lettera d'amore

Ho tanto bisogno d'amore stasera,
da cercare un'immagine
nel vuoto dell'aria;

da pensare di starti scrivendo
e rimpiangerti
perchè non ci sei;

Però addio, splendore dei miei occhi,
garbata dolcezza,
mia stella evasiva.

Addio, addio ai tuoi occhi
che sorridono ancora
perchè non m'hanno sorriso

e mai amato.
Un bacio
Piero

Egregio Dott. Animale

Chi sei tu che mi puoi giudicare,
superbo esemplare di ingegno,
forbito nel parlare,
assiduo nell'impegno.

E quante gambe hai per camminare?
E quante braccia, teste, piedi, mani, dita?
Quanti capelli pronti a cadere,
e quanti cuori a scandirti la vita?

Hai una faccia, una faccia qualunque
e due occhi normali o un po' meno,
non ti vedo che come chiunque,
non ti guardo che come a uno scemo.

Un pagliaccio, un pagliaccio cretino
incapace di far divertire,
con niente dentro al vestito.
con nulla sotto la sua vernice.

E non credo ti sia superiore
e nemmeno ci superi alcuno,
è il destino di questo animale.
di alzarsi e di prenderla in culo.

L'isola

Anche stasera ho qualcosa da dire,
chissà se poesia o tempo perso,
che cosa possiamo inventare,
che cosa racchiudere in verso.

Verso, che strana parola,
quasi la odio di dentro;
mi sembra un'isola,
d'amore e di vento

E tempeste, quasi mai passeggere,
prese nel loro apogeo,
succo di mille bufere tremende
e di gelo.

Ma è da qui che ci nasce Poesia,
questa Dea che un po' fa sognare,
vivere in una utopia,
sentire di nuovo, sperare.

Ma quest'isola non è mai stato tutto,
è una cosa importante per me almeno
per sfuggire al giornaliero lutto,
ma viverci sempre è da scemo.

Non vogliate esser poeti

Voi, eroi di una guerra vitale,
io, quante battaglie perdute,
in cielo, in terra ed in mare,
nel vero e nelle fiabe.

Il vento sussurra qualcosa,
la porta che sbatte mi sveglia,
ma il cuore non batte, riposa,
ricado nel mio dormiveglia.

E vivo di sogni irreali,
non so dove vado e chi sono,
non vedo che cose banali,
è questa, la mia storia di uomo.

Eppure coltivo un amore
che, forse, è più grande del vostro
e, mi consolo, in qualche canzone
ed in strade che poi non conosco.

In fondo mi basto da solo
e vivo in una terra lunare,
chi volesse entrare nel gioco,
zitto, dovrebbe restare.

E così, poi, ci scrivo poesie,
non sperate di esser poeti.
per dire di certe eresie
bisogna esser alienati.

Per un mondo migliore

Dimenticate i miei sogni
eroi, comprati dalla gloria,
dimenticate il bisogno
di libertà, per sfuggire all'inedia.

Voglio essere merda nella merda,
ubriaco, vagabondo ma felice,
nei ghetti dove l'amore finisce,
dove l'importante è sopravvivere a tutto.

Tutto per vivere, finalmente vivere,
senza pensare al domani
e rinnegando il passato,

affondando nella sonnolenza
che garantisce libertà vitale,
e poi morire un giorno.

La partita in TV

Sentendoti diviso,
sentendoti guardare,
ancora bevi vino,
ancora vuoi sognare.

Ma la bottiglia è vuota,
come tutto intorno,
come nella vita
stai toccando il fondo.

E la televisione
consola con cazzate,
il mondo del buffone
è il tuo telegiornale.

Ed aspetto la partita
io che non so segnare,
aspetto la partita
perchè non ho da fare.