Guardandoti negli occhi,
ascoltando la tua voce,
i tuoi gesti leggeri,
i tuoi silenzi,
non riesco a tradurti in parole,
Quello che resta è il tuo magnetismo,
che, o mi sposta,
o reggerei all'infinito,
anche senza volere.
Ma, se mi lascio,
mi precipito di corsa,
come una vaanga,
Alzi il tuo muro
e mi fermo
L'altra volta ero ancora sulla porta,
quando hai aperto
e mi hai retto tu stessa,
mentre io già tiravo
per risalire la china,
dicendomi, no, no...
Insieme,
se non avremo paura per la porta,
e se riuscirò a frenarmi,
capiremo qualcosa.