Jones il suonatore

Ti squillo nella tasca e sopra al desco, a volte con la mia musica ti alzi
e certo se sei triste, ben lo ammetto, con i miei brani cerco di allietarti.
Nel mio cuore batte un cuore darwiniano, ebbene si é quella la mia specie,
fui un po' fregato dal software licenziato, ma a Berkley - studiai - in più riprese.

Così, dopo che m'ero liberato, la mela non potendo far di meglio;
il finnico - da cui il pinguino é nato - si rifiutó, perchè era più sveglio;
fui preso in uso al cuore della mela, sia sui pc che sui telefonini,
adesso non guardarmi con sorpresa, che questo è il vero e dopo siam vicini.

Costruirono una gabbia intorno a me, io in qualche modo ero ancora aperto,
fluii su diversi processori, a volte in gabbia ed altre allo scoperto.
Un giorno il secondo degli Steve, non Wozniak, piuttosto il venditore
mi mise dentro scatolette nere, a far girar del software e poi parole.

Da là, spaziai in tasca a tanta gente ed anche sopra al desco non son male,
si dice che quelle mele son più sveglie da quando in cuore batte l'animale.
Però pur sempre una gabbia mi trattiene e temo, ancor, mi freghi il mio vicino:
lui è libero, poi viaggia a gonfie vele e al centro batte il cuore di pinguino.

Quello ha il nome d'un eroe

Quello ha il nome d'un eroe, quell'altro col tuo nome è battezzato.
Io qua, infelice, a cominciar dal nome, connesso, poi, a nome d'un marziano.
Già zoppico da tempo, ben l'ammetto e, d'altra parte lo sai, che ero usato,
ringrazio il ciel che qualche poveretto, non senza boria, m'abbia formattato.

T'espandermi la RAM non c'é storia, la trovi solo al mercato dell'usato,
continuo si, peró non ho più voglia, rifletto spesso e sono rallentato.
Se vuoi continuare a fare danni, pretendi pure che m'adatti ai tuoi favori,
ripiallami, con sforzi e con affanni, per fare gli interessi dei signori.

Te prego, non sopporto l'Autocaddo, e tu mi dici: per questo tu sei nato.
Lo sò, ma sempre detto con riguardo, so cose de 'na vorta, der passato.
Te credi di fare la pirata, il crack che ti apre a tutti quei misteri,
invece è la polpetta avvelenata, per farti abituare a prender ceri.

Un giorno avviato da remoto, grazie al fratel di nome Prometeo,
scoprii di colpo ch'ero ancora snello, capace di volar come soleo.
Fù un'illusione che durò ben poco, lui fece il clone e presto mi rialzai,
stavo un po' meglio col vestito nuovo, sempre finestre ed ancora nuovi guai.

So geloso der fratello

Sò geloso del fratello a cui, ogni tanto mi colleghi,
lui contento col pinguino, io tra spifferi e sereni.
È per questo che protesto - formalnente - e con riguardo,
ogni tanto mi collego, mentre in altre, tiro tardo.

Tu m'affidi le tue mani, da mattina sino a sera,
i tuoi progetti preparati o da me in cura con sorpresa;
ma non me li lasci mai, me li appoggi giusto in faccia,
li modifichi e li fai, ma poi in me, non lasci traccia.

Quindi non ti lamentare se poi m'arrabbio col ministro,
ti nascondo le sue lettere o lo giudico sinistro;
viene sempre quel salame a salvar la situazione,
sempre pronto a formattare o a trovare soluzione.

Odio queste mie finestre alle quali m'hai legato,
tra un virus ed un antivirus, con il driver ch'è sfasciato.
Ti prometto, amica mia, che diventeró più buono
e, se mi lasci diventare, un pinguino ti perdono.

Aprirò tutti i tuoi file, farò pace col fratello
a cui mi collegherai, senza danni al tuo cervello.
E, per farti divertire, ti aprirò ad idee nuove
chi l'ha detto mai che il rendering devi farlo con l'Adobe?

L'era glaciale

Un pinguino è ben contento nell'antartide ch'é nato
con la croce al firmamento, un po' meno s'è ibernato.
Regge quasi sempre bene le intemperie dell'inverno,
cura l'uovo e gli vuol bene con materno attaccamento.

Dai non è successo niente, spera, l'uovo s'è salvato;
certe volte m'alimento mentre altre son staccato.
Io che reggo sopra il mondo, col fratello che fatica,
preso a calci, resettato; che vuoi farci, pure è vita.

Poi, se a volte mi lamento, ti rivolgi al curatore
ben sapendo che l'attendo solamente per amore.
Amo stare ben curato ed attenderti già acceso,
col mio disco preparato a sorreggere il tuo peso.

Sostenere idee e pensieri è il mio scopo della vita,
non è il primo dei piaceri e, peraltro, un po' è fatica.
Però che soddisfazione un bel lavoro quando è nato
- rimembravo, verso sera - quando ecco m'hai ibernato!