Egregio Dott. Animale

Chi sei tu che mi puoi giudicare,
superbo esemplare di ingegno,
forbito nel parlare,
assiduo nell'impegno.

E quante gambe hai per camminare?
E quante braccia, teste, piedi, mani, dita?
Quanti capelli pronti a cadere,
e quanti cuori a scandirti la vita?

Hai una faccia, una faccia qualunque
e due occhi normali o un po' meno,
non ti vedo che come chiunque,
non ti guardo che come a uno scemo.

Un pagliaccio, un pagliaccio cretino
incapace di far divertire,
con niente dentro al vestito.
con nulla sotto la sua vernice.

E non credo ti sia superiore
e nemmeno ci superi alcuno,
è il destino di questo animale.
di alzarsi e di prenderla in culo.

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