Canto alla luna

Colpito al cuore, dimentico della propria tristezza, il poeta cantava;
sentiva dentro di sè le emozioni di Lei, la farfalla volante.
Volava lontano, battendo le ali con allegria e decisione,
volava via, doveva andar via, la sua vita è volare.

E il poeta l'avrebbe cantata, come un grillo alla luna,
ne avrebbe seguito i suoi passi, discreto, Lei affacciata sul mondo
a donare sorrisi, illuminare la notte, regalare la pace,
nel villaggio sperduto, nella fredda foresta, sulla riva di un lago...

Era deciso così, aveva scritto il Destino, coi suoi grandi progetti
e, così doveva andare, per il sorriso del ragazzo e quello di Krishna
dell'internet point. Si, era giusto davvero, ne restava l'emozione

e sentiva la pace, la serenità, la bellezza del suo fascino immenso.
Chiuse gli occhi il poeta, ad ammirare la luna,
gli aveva donato le eclissi, ora si sentiva già sole!


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