La storia di Uomo

Appena nato, ne hai già abbastanza,
quando col pianto,
misuri la distanza,
che ti separa da tua madre.

Quando ti aggrappi
alla maniglia del portone
per fuggire coi compagni
a calciare il tuo pallone,

E ti passano già gli anni,
della scuola il primo giorno,
scrivi chiuso dentro ai banchi,
della libertà aspetti il ritorno.

E ti passa ancora il tempo,
ed ora fuggi col pallone
vai a giocare la sul campo
e ti credi anche un campione.

E ti sfottono gli amici,
ma tu giochi e sei contento
di tirare e di sbagliare,
rincorrendo un poco il vento.

Ma ora sei un adolescente,
ti rivolgi all'altro sesso
non capisci proprio niente,
ma ti annoi sempre lo stesso.

Il tuo primo porno al cine,
la tua prima sigaretta,
dell'amore il primo fine,
ma per questo non c'è fretta.

Ed ora pensi anche a spararti,
giusto per farla finita,
tutti gli altri ad inquadrarti,
per il resto della vita.

Per provare ad evadere,
ti fai la tua prima canna,
e ci provi anche piacere,
ma te lo sconsiglia mamma.

E ti butti anche in politica,
pensi solo all'anarchia,
e ti incazzi poi con quelli
che te la portano via.

Ma ora ti sei diplomato,
hai finito di studiare
e ti mandano soldato,
e ti insegnano a marciare.

Come t'hanno congedato,
torni a casa per amare,
ma oramai ti sei sposato
e ti tocca lavorare.

E ti nascono i tuoi figli,
dopo poco son ribelli.
Son passati troppi anni,
sono bianchi i tuoi capelli.

E ora prendi le pensioni,
ed hai già qualche nipote,
poi ripensi alle illusioni
non si sono realizzate

E ora che stai per finire,
pensi ancora al primo giorno
non ti accorgi di morire
ed aspetti il suo ritorno.

E ora non pensi più a niente,
sotto un albero in inverno,
son spariti dalla mente
i problemi per l'eterno.

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