Non ho capito niente della vita,
non ho capito perchè io sono nato,
non l'ho capito, ma oramai è finita,
in questo mondo già ci sono stato.
Ero ancora giovane la sera,
quando con un colpo di pistola
finirono i miei giorni e la paura,
e l'illusione che restò da sola.
Quel giorno alla mia donna solamente,
le dissi - per questa che è la mia pazzia -
non piangerne perchè non serve a niente,
non riderne perchè è un'utopia.
Io che volevo esser felice,
io che mi riempivo di illusioni,
io che non volevo essere un vile,
le tasche vuote dentro ai pantaloni.
Ma d'aquiloni ne ho lanciati tanti,
nel mezzo a quelle nuvole e nel niente
ma ecco già, col vento, i sogni infranti
tirarti a terra, giù miseramente.
Così un bel giorno presi una pistola,
ci misi un colpo e seppi ch'era il mio;
sentii ch'era giunta la mia ora
di dimostrarvi che non c'era Dio.
Fu allora che partii pel nuovo viaggio
ad osservar dal cielo i monti e il mare;
a ricercar motivo di coraggio,
a ricercar motivo di sperare.
E adesso che vi vedo tutti quanti,
lontani, ma 'si vicini al cuore mio.
con quella tenerezza degli amanti
ho la speranza di trovarvi un Dio.
Così, ora che siete giù, distanti
vi sento uguali, a come poi ero io,
avverto il nostro essere passanti,
in questo mondo che - adesso - sento mio.
E, quindi, potrei mai darvi del dolore;
e la realtà poi, ma quale è il vero;
nelle apparenze o al centro del tuo cuore;
dentro se stessi, oppur nel mondo intero?
Per un matto, in fondo, non fa differenza,
si trova, egli, un po' di qua e di la,
conosce il tutto e ne coglie l'essenza,
il vero ignora, ma sembra che lo sa.
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