Solstizio d'inverno (La preghiera di Saturno)

Per questa sera il Fato ha steso, una grande Luna da processione,
giovani donne, dal viso acceso, ringrazian Dio e rispunta il sole.
Tu, dolce angelo, che metti l'ali alla fantasia ed ai miei pensieri,
festeggia casta le saturnali ma -
carpe diem - cogli che vedi!

Sabba di streghe? La Dea che torna? Punto di incontro tra buio e luce
con questa Luna bella e rotonda, che scalda il mondo con la sua voce.
Bella e gelata mi sembra Roma, dal settimo cielo ad inventare
una qualche strofa, una ragione, un punto fisso tra cielo e mare.

Come sei bella e quanto mi piaci, Sacerdotessa dell'emozione,
fulgido esempio dei Dei autunnali, dolce Eroina dell'intenzione.
Io qui, Saturno, freddo e bizzarro, stretto da cerchi e da pensieri

che scavo il fondo, rubo alla luce, provo a confondermi con il mio ieri:
dedico a Te, questa canzone, Vestale dolce di primavera
e rubo un fiore, piccole cose... E sarà l'alba dopo la sera!


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