Quanto è povero chi pensa che non ho perso niente,
nascosto dietro battute triviali, coperto alla puzza di wiskey,
oppure dalle cose da fare, da un'ulteriore occasione;
e non pensa, non vede ed ignora tutto quello che ho avuto e, che forse, non ha.
Quante volte per capire bisogna viverle le cose,
quante volte ci si rinchiude dietro un'adolescenza infinita,
dalla quale non cresciamo, non usciamo se non per andare alla tomba;
chiusi in se stessi, innocenti, al centro del proprio universo.
Incapaci di vedere prima ancor di capire, indolenti, dedicati a se stessi,
come un frutto maturo che "appare" ma insipido dentro,
per mancanza di acqua, coraggio; non ha avuto la ricchezza di questo dolore.
E non ha mai sofferto fame d'amore, forse solo di sensi,
tra la guerra e la fame, un cartone animato ed un telegiornale
prendendo per buone le facce splendenti della pubblicità.
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