Gabriela (Una poesia di Florentino Ariza)

T'ho visto Gabriela col tuo passo, danzare dondolando l'infinito
figura breve, pensierosa, sguardo basso, leggiadra come la piega del vestito.
T'ho visto Gabriela stavi al parco assisa sopra al tavolo e in amore
amore non per me - per qualcun altro - struggente come una donna che si duole.

La sigaretta accesa per sognare e quegli occhi intrisi di malinconia,
la voglia grande che porti del tuo mare e quella, eterna, di fuggire via.
E sogni Gabriela - gli occhi grandi - quegli occhi che non vedono vicino,
mentre lo sfiori passandogli davanti o gli sorridi svegliandoti al mattino.

Eppure il mondo è strano Gabriela, donna in amore, sofferta principessa
che conosce già la strada della pena eppure porta in cuore una promessa.
Il giorno che sarai da qui fuggita, a rincorrere quella vita che ti chiama,

per chi ti ha visto come una cugina, per chi ti guarda e pur non vede strada:
rimarrà soltanto il ricordo del presente, quelle occasioni che lasciammo andare,
come una pietra nascosta nella mente, quasi uno scoglio proprio in riva al mare.


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