T'ho visto Gabriela col tuo passo, danzare dondolando l'infinito
figura breve, pensierosa, sguardo basso, leggiadra come la piega del vestito.
T'ho visto Gabriela stavi al parco assisa sopra al tavolo e in amore
amore non per me - per qualcun altro - struggente come una donna che si duole.
La sigaretta accesa per sognare e quegli occhi intrisi di malinconia,
la voglia grande che porti del tuo mare e quella, eterna, di fuggire via.
E sogni Gabriela - gli occhi grandi - quegli occhi che non vedono vicino,
mentre lo sfiori passandogli davanti o gli sorridi svegliandoti al mattino.
Eppure il mondo è strano Gabriela, donna in amore, sofferta principessa
che conosce già la strada della pena eppure porta in cuore una promessa.
Il giorno che sarai da qui fuggita, a rincorrere quella vita che ti chiama,
per chi ti ha visto come una cugina, per chi ti guarda e pur non vede strada:
rimarrà soltanto il ricordo del presente, quelle occasioni che lasciammo andare,
come una pietra nascosta nella mente, quasi uno scoglio proprio in riva al mare.

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