Colpito dalla penna del Poeta, rimase là, stecchito il suo vampiro
lei giunse al posto immediatamente ma, con l'alibi, peraltro garantito.
E vide la pistola ancor fumante, la mano che sparò, ormai sicura;
il buco in fronte, poi era evidente, d'argento e un filo rosso sulla cruna.
Proprio sotto al ciuffo nero dei capelli, nel giusto mezzo s'era conficcata,
sul volto ancora il suo ghigno dei ribelli ma la rivoluzione s'era "rimandata".
Fece una smorfia, presa dal dolore, quasi che l'uomo che giaceva là davanti
non fosse poi un politico, editore, come in quegli anni ne vide proprio tanti.
Sentì rimorso, proprio dentro al cuore, sentì la rabbia scendere e mutare
un misto di pietà, un grande amore, come la Magnani quando si fa' ammazzare
rincorse senza scarpe il suo assassino... Ma lui sentì che finalmente ce l'aveva,
quella storia di famiglia e di destino, quel vento tramutato poi in bufera;
tra personaggi già delineati e, sullo sfondo quella storia vera,
dal Gari al Liri, scendendo per i prati, poi risalendo il Sacco a primavera.
Si raccontava ancora che in inverno, forse, il grande uso dell'artiglieria
avesse mitigato il Padreterno; per celia avvenne, invece, la razzia.
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